• it
Assegno unico provinciale: si parte dal 1 gennaio 2018

Assegno unico provinciale: si parte dal 1 gennaio 2018

48
Condividi
Un’altra “tappa” delle politiche familiari della provincia autonoma di Trento, un’altra occasione per dimostrare che le buone  idee, se c’è la volontà, sono anche realizzabili.

Vicepresidente Olivi “Si tratta di una risposta innovativa e unica in Italia per sostenere le famiglie e le persone in difficoltà”

Approvati in via preliminare i criteri e le modalità di attuazione del nuovo strumento
“L’attuazione dell’assegno unico rappresenta per le politiche sociali provinciali una svolta che proietta il Trentino tra le realtà più avanzate non solo a livello nazionale ma anche europeo. L’assegno unico, infatti, non è un semplice strumento di razionalizzazione dell’esistente, ma costituisce una risposta innovativa e agile ai bisogni espressi dalle persone e delle famiglie residenti sul nostro territorio. Esso non potrebbe esistere senza l’esperienza maturata in decenni di intervento e al tempo stesso si propone di superare le criticità manifestatesi in passato” con queste parole il vicepresidente Alessandro Olivi ha presentato i criteri di attuazione dell’assegno unico, il nuovo strumento messo a punto dalla Provincia per il contrasto della povertà. Si tratta di una misura “universalistica”, che consente a tutti i nuclei familiari di raggiungere una condizione economica sufficiente a soddisfare l’insieme dei propri bisogni. Oggi la Giunta provinciale ha approvato in via preliminare i criteri e le modalità di attuazione della legge che istituisce l’assegno unico. Due le “voci” o quote che lo compongono, e che si possono ritrovare insieme o anche separatamente: una quota finalizzata a garantire il raggiungimento di un livello di condizione economica sufficiente al soddisfacimento di bisogni generali della vita; una quota diretta a sostenere la spesa necessaria al soddisfacimento di bisogni particolari della vita, quali, tra l’altro, la cura, l’educazione e l’istruzione dei figli, l’assistenza di soggetti deboli – invalidi o non autosufficienti – e l’accesso a soluzioni abitative idonee. Le risorse destinate sono all’incirca 75 milioni di euro. Sono previsti anche dei vincoli di condizionalità, per stimolare i beneficiari ad attivarsi per uscire dalla situazione di indigenza. In particolare chi manifesta una maggiore potenzialità a trovare un’occupazione, stipula con l’Agenzia un Patto di Servizio; gli altri sono tenuti a partecipare ad attività di volontariato e cittadinanza attiva. Il mancato rispetto della condizionalità comporta interruzione dell’erogazione e impossibilità a presentare domanda per un periodo di tempo commisurato alla gravità della violazione.

Già presentando il regolamento nello scorso giugno si era affermato che parole chiave del nuovo strumento sono universalità, equità ed efficienza. Universalità perchè l’assegno unico provinciale interpreta l’ambizione di una misura che sostiene l’individuo come persona e come appartenente ad un nucleo familiare senza un approccio categoriale. Equità perchè riscrive la positiva esperienza fino ad oggi maturata dalla Provincia nelle politiche sociali di carattere economico, accentuandone ancor più la connessione con un rigoroso accertamento del bisogno economico che continua ad avvenire attraverso lo strumento dell’ICEF, con soglie e criteri di determinazione che tengono conto delle caratteristiche degli specifici bisogni che l’assegno unico va a sostenere. Efficacia perchè ogni quota costituente l’assegno unico mira a garantire sostanziale cittadinanza sia per le categorie ecomicamente più deboli (sostegno al reddito), sia ai nuclei familiari appartenenti anche al ceto medio per il riconoscimento dell’impegno che le famiglie mettono nella cura e nel percorso di crescita culturale e scolastica dei figli.
L’assegno unico ha anche il fine di costituire la struttura portante di un sistema che consentirà di tracciare univocamente i trattamenti di natura economica a favore dei singoli e delle famiglie in un quadro di semplicità procedurale attraverso una domanda unica veicolata attraverso il collaudato sistema dei Patronati e degli uffici per il pubblico della Provincia.

Le risorse e i beneficiari
Le risorse dedicate all’assegno unico a partire dal 2018 sono all’incirca di 75 milioni di euro, e mettono insieme tutte le risorse ad oggi dedicate al reddito di garanzia, all’assegno regionale al nucleo familiare, all’abbattimento delle tariffe degli asili nido e tagesmutter, all’assegno integrativo invalidi. Ad esse si aggiungono le risorse derivanti dalla mancata previsione dal 2018 della detrazione fiscale sull’addizionale regionale per i figli a carico che sono interamente dedicate ai nuclei con figli a carico. Complessivamente i nuclei ed i soggetti interessati alle varie quote sono un numero significativo: circa 7.000 per il sostegno al reddito, circa 32.000 per i figli, circa 3.000 per la l’accesso ai nidi d’infanzia e i disabili coinvolti circa 7.800, fatte salve naturalmente le sovrapposizioni di soggetti beneficiari che sono numerose.

Entrando ora in un maggior dettaglio l’assegno unico in prima applicazione sarà formato dalle seguenti quote:

1. Quota di sostegno al reddito
La prima di sostegno al reddito per le persone ed i nuclei familiari più deboli economicamente ed esposti a rischio marginalità che si caratterizzerà per una maggiore stabilità, essendo concedibile per durate annuali al fine di dare alle famiglie un tempo adeguato per costruire un progetto di vita potendo contare su un intervento di sostegno duraturo. Ciò pur mantenendo un rigoroso sistema di verifica dei requisiti e di rispetto delle modalità di attivazione dei soggetti che nel nucleo familiare sono idonei al lavoro o nei casi più socialmente critici, monitorando la loro adesione ai progetti di sostegno che li riguardano; inoltre la quota di sostegno al reddito viene estesa anche ai nuclei con ICEF superiore a 0,13 (limite oggi vigente) e fino a 0,16 allo scopo di raggiungere anche quelle situazioni che attraverso il proprio impegno hanno conseguito da sè limiti di reddito più adeguati, con lo scopo di accompagnarli verso una potenziale ulteriore crescita delle loro disponibilità economiche; infine una parte della somma erogata mensilmente sarà messa a disposizione dei beneficiari attraverso una carta acquisti, spendibile sul territorio trentino per necessità quotidiane di beni;

2. Quota a sostegno del mantenimento dei figli
La seconda quota è rivolta ai nuclei familiari con figli, con sostegno garantito da 0 a 18 anni per i nuclei con indicatore ICEF fino a 0,30. Si tratta di una novità molto importante in quanto ad oggi il beneficio per le famiglie con un figlio era valido fino ai 7 anni, oggi prorogato alla maggiore età.
Da sottolineare che l’assegno unico sostiene tutte le famiglie ed in particolare le famiglie numerose (da tre figli in su) attraverso un coefficiente familiare adeguato ed un sistema di quantificazione che mantiene importi mensili significativi anche negli importi minimi garantiti ai nuclei con ICEF ai limiti; è inoltre confermata la premialità per la nascita del terzo figlio attraverso una misura una tantum che si aggiunge al momento dell’evento all’assegno mensile.

3. Quota a sostegno dei servizi per la prima infanzia
La terza quota che conferma la misura da poco varata dalla Giunta provinciale in materia di sostegno per l’accesso ai servizi per la prima infanzia (tariffe agevolate da 40 a 220 euro al mese per ICEF fino 0,40).

4. Quota a sostegno dei componenti invalidi e civili
La quarta quota che ridisegna le misure di sostegno alle persone con invalidità per gli individui ed i figli appartenenti ad un nucleo familiare in una logica di riconoscimento correlata anche ai livelli di gravità della situazione di disabilità.

Chi e come può presentare domanda  
La richiesta del beneficio è presentata da un componente del nucleo familiare. La domanda va presentata all’Agenzia provinciale per l’assistenza e la previdenza integrativa, anche per il tramite degli sportelli periferici di assistenza e informazione al pubblico della Provincia o dagli istituti di patronato o assistenza sociale. Per il primo anno di applicazione la domanda potrà essere presentata da metà ottobre 2017 al 31 marzo 2018. A regime la domanda potrà essere presentata dal 1° luglio dell’anno precedente a quello di riferimento e fino al 30 novembre dell’anno di riferimento.

Fonte: ufficiostampa.provincia.tn.it